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Fabrizio de Andrè



18 febbraio
Radio Birikina festeggia: Fabrizio de Andrè.

 

Il 18 febbraio Radio Birikina vuole ricordare la nascita del grande cantautore, poeta, compositore Fabrizio Cristiano De Andrè (soprannominato Faber dall’amico d’infanzia Paolo Villaggio).

Il carattere definito “fuori dagli schemi” si rivela già durante il periodo di scuole elementari; tanto che venne trasferito nel severo collegio gestito da Gesuiti. Qui il nostro protagonista fu vittima di un tentativo di molestie sessuali da parte di uno dei docenti, cambia dunque istituto e frequenta il liceo classico “cristoforo colombo”. Iscritto nel corso degli anni all’Università di Genova, segue sia corsi di lettere che di medicina; tuttavia, in un secondo momento decide di rivalutare la sua scelta e di intraprende gli studi giuridici.
A sei esami dalla laurea, De Andrè sceglie la musica, ispirato da George Brassens, Luigi Tenco e Umberto Bindi.

Nel decennio compreso tra anni ’50 e ’60, si dedicò ad alcuni testi libertari che influenzarono il suo pensiero fino a giungere all’anarchia (nel 1957 infatti, egli si iscrive alla Federazione Anarchica Italiana di Carrara). In quegli stessi anni convola a nozze con Enrica Rignon, dalla quale avrà un figlio (Cristiano De Andrè), divorziarono a metà anni ’70.

Il primo 45 giri viene pubblicato dall’etichetta Karim nel 1961; il titolo è “Nuvole Barocche/E fu la notte”. La passione per la musica lo spinse a lasciare anche l’attività di professore, intrapresa per far fronte alle spese familiari, e da allora la fama acquisita fu quella di musicista colto.

Risale al 1964 “La canzone di Marinella”, che gli varrà il successo a livello nazionale solo quando, per stessa ammissione del cantautore, la interpreta Mina.
Nello stesso periodo compaiono i primi 33 giri; tra questi ricordiamo l’album “Tutto Fabrizio De Andrè” (1966), “Volume I” (1967), “Tutti morimmo a stento” (1968), “Nuvole Barocche” (1969).
Al disco “Tutti morirono a stento” fa seguito “La buona novella”, che presenta temi religiosi. Tra i brani più noti ricordiamo “Il pescatore”, “Bocca di rosa”, “Anime Salve”.

Nel 1971 viene pubblicato “Non al denaro, non all’amore né al cielo” lavoro che si presuppone come libero adattamento di alcune poesie di Edgar Allan Poe e in cui figurano brani come “La collina”, “Il giudice”, “Un matto (dietro ogni scemo c’è un villaggio)”. Nel 1972 nasce la polemica tra l’artista e la Produttori Associati, colpevoli di aver iscritto senza consenso, il cantautore al Festivalbar di quell’anno. Per questo motivo Fabrizio decide di non esibirsi durante la serata finale.

L’anno successivo rende noto al pubblico “Storia di un impiegato” che per il significato prettamente politico viene ampiamente criticato dalla stampa. Questo momento burrascoso da parte dei giornalisti coincide con il definitivo divorzio dalla prima moglie. Ritornando alla carriera, Fabrizio inizia a collaborare con Francesco de Gregori ed è proprio durante la registrazione del suo nuovo disco che intreccerà una nuova relazione con Dori Ghezzi, culminata con un duraturo matrimonio.

Nello stesso periodo numerose sono le esibizioni dal vivo. Il suo impegno nella politica spesso porterà a comizi pubblici durante le esibizioni live e questo verrà controllato dalla polizia e dai servizi segreti italiani. A partire dal 1974 il cantante collabora con altri musicisti e ripropone successi degli anni ’70 di cantanti come Bob Dylan, Leonard Cohen e Georges Brassen. Un anno dopo, con Francesco De Gregori, pubblicherà l’album “Volume VIII” i cui testi si brani come “Amico fragile” o “Canzone per l’estate”, presentano tematiche impegnate.

Altre importanti opere vengono pubblicate insieme al cantautore veronese Massimo Bubola; tra i dischi figurano titoli di canzoni come “Sally”, “Volta la carta”, “Rimini” (che dà il titolo all’album).

Nella seconda metà degli anni settanta, De André con la sua compagna Dori Ghezzi si stabilisce nella tenuta sarda dell’Agnata, qui, il 27 agosto 1979, la coppia fu rapita dall’anonima sequestri sarda e tenuta prigioniera per ben 4 mesi finchè il padre di De andrè pagò il riscatto, si parla di 550 milioni di lire . Negli anni ’80 incide alcuni singoli con Massimo Bubola e fonda un’etichetta discografica, la “Fado”, nel 1984 esce l’album “Creuza de ma” interamente cantato in genovese; da notare che, da questo album in poi, De André finalmente si libera dalle impostazioni vocali dettate dalla tradizione degli chansonniers francesi, che in effetti limitavano molto la sua espressività vocale.

Nel 1990 pubblica “Le nuvole”, nel 1996 “Anime salve”, sempre negli anni ’90, collabora con vari autori, fra cui ricordiamo Ivano Fossati, Francesco Baccini , i Tazenda, Mauro Pagani, Max Manfredi, Teresa De Sio, Ricky Gianco, i New Trolls, Carlo Facchini dei Tempi Duri ed il figlio Cristiano.

Nel 1997 esce “Mi innamoravo di tutto”, una raccolta di live e studio in cui duetta con Mina ne “La canzone di Marinella”.

Sarà l’ultima pubblicazione della sua vita.
Muore l’11 gennaio del 1999.

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