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Franco Battiato



23 marzo

Il 23 marzo 1945 nasceva a Jonia il cantautore e compositore Franco Battiato.

Dopo la morte del padre, nel 1965 si trasferisce prima a Roma e poi a Milano; proprio in quest’ultima città si esibisce al “Club 64” con la chitarra, in apertura degli spettacoli di cabaret. É qui che conosce Giorgio Gaber con cui stringe amicizia. Verso la metà degli anni ’60 pubblica due singoli per la rivista “Nuova Enigmistica Tascabile” (che allegava al giornale un disco): il primo singolo contiene la canzone “L’amore partito”, cover di Beppe Cardile e Anita Harris; il secondo brano è “…e più ti amo” originariamente interpretata da Alain Barrière.

Nel 1967 forma un duo denominato “Gli Ambulanti” con il pianista Giorgio Alicata che propone canzoni di protesta. Tuttavia, una serie di incomprensioni portano il duo a sciogliersi. Giorgio Gaber procura a Battiato un contratto con la casa discografica Jolly; i primi singoli incisi sono “La torre”, “Le Reazioni”, “Il mondo va così” e “Triste con me”. Sempre con Gaber, l’artista collabora al brano “…e allora dai!” che ha gareggiato al Festival di Sanremo del 1967; sempre nello stesso periodo la canzone “Gulp Gulp”, diventa sigla del programma televisivo “Diamoci del tu”.

Nel 1968 si rivolge alla Philips per la pubblicazione dei brani “Vento caldo”, “Marciapiede”, “É l’amore”, che segnano un punto di svolta nello stile del cantautore: dalle canzoni di protesta a quelle d’amore. Nel 1969 Battiato partecipa a “Un disco per l’estate” con “Bella ragazza”. Successivamente collabora con la casa discografica indipendente “Bla Bla” con la quale incide una serie di dischi tra cui “Festus”(1972), “Pollution”(1972), “Clic”(1973) che propongono un viaggio nel mondo personale dell’artista. Tra i brani più riusciti ricordiamo “Il silenzio del rumore”, “Plancton”, “Cancelli della memoria”, “Nel cantiere dell’infanzia”, “Sequenze e frequenze” e “Aria di rivoluzione”.

Negli stessi anni Battiato è autore di numerose canzoni di altri artisti (“Tarzan” dei Capsicum Red, per esempio). Nel 1971 fonda gli Osage Tribe con cui incide “Un falco nel cielo”. Nel 1973 supporta la band Jumbo nell’album intitolato “Vietato ai minori di 18 anni?” per poi, nel 1975 partecipare al progetto progressivo/sperimentale “Telaio magnetico”. Dopo essere passato dall’etichetta discografica “Bla Bla” alla “Dischi Ricordi”, Battiato si dedica alle scoperte delle avanguardie con tre lavori: “Battiato” del 1977 (famoso per il singolo “Cafè-Table-Musik”), “Juke Box” (1978) e “L’Egitto prima delle sabbie” (1978). Nel frattempo si cimenta nel genere teatrale, portando in scena l’opera musicale “Baby Sitter”; sempre in quello stesso lasso di tempo conosce il musicista Giusto Pio, insieme al quale assume la direzione dello spettacolo “Polli d’allevamento”. Con lo pseudonimo Astra, nel 1978 pubblica un nuovo 45 giri: i due brani scritti con Giusto Pio sono “Adieu” e “San Marco”. L’anno dopo scrive “Canterai se canterò” per Catherine Spaak e “Una storia inventata” per Milva che segnano l’ascesa dell’attività di cantautore. A partire dal 1979 passa alla casa discografica EMI; in questo periodo inizia ad interessarsi alla cultura e alla lingua araba. Da questa passione nasce il disco “L’era del cinghiale bianco”.

Dopo un anno esce l’LP “Patriots”, che in origine doveva chiamarsi “I telegrafi del martedì santo”; tra le tracce troviamo “Prospettiva Nevski”, “Le Aquile”, “Venezia-Istanbul”, “Arabian Song” e “Ut patriots to arms”. Nel 1981 esce “La voce del padrone” (titolo che ironicamente si riferisce all’omonima casa discografica); tra le tracce figurano: “Cuccurucucù”, “Summer on a solitary beach”, “Gli Uccelli”, “Sentimento Nuevo” e la famosissima “Centro di gravità permanente”. Dopo un anno di timido successo, nel febbraio del 1982 l’album raggiunge notevoli risultati, ricevendo dalla città di Venezia il premio “Gondola d’Oro” come miglio album dell’anno. Lo stesso anno Battiato presenta l’album “L’arca di Noè”. In esso figura uno dei capisaldi della sua discografia: “Voglio vederti danzare”.

Nel 1983 il cantautore lavora a “Orizzonti perduti”, album che fa largo uso di suoni elettronici (tra le tracce: “Tramonto occidentale”, “Gente in progresso”, “Zone depresse”, “La stagione dell’amore”). A partire dal 1994 il cantante decide di ridurre notevolmente l’attività concertistica. Fa eccezione la partecipazione all’Eurovision Song Contest in coppia con Alice, con il brano “I treni di Tozeur”. Sempre in quello stesso anno l’artista è impegnato nel progetto che viene presentato durante le puntate del programma “Mister Fantasy”. In tale contesto viene proposto al pubblico un concerto telematico in cui viene eseguita la canzone “Propiedad Prohibida”. Nel 1985 esce il disco “Mondi lontanissimi” basato ed ispirato ai temi della nascente letteratura cyberpunk. Battiato non si ferma e tenta di avventurarsi nei mercati esteri: con la raccolta “Echoes of Sufi dances” raggiunge buoni risultati in Spagna. L’obiettivo è arrivare ad ottenere il favore del pubblico americano, per questo si trasferisce temporaneamente a Los Angeles.

Il ritorno alla canzone è segnato dall’album “Fisiognomica” che presenta brani come “Il mito dell’amore”, “E ti vengo a cercare” e “L’oceano di silenzi”. Questo lavoro viene seguito da “Come un cammello in una grondaia” e da “Giubbe Rosse” (1989). Parallelamente compone le musiche per il film “Una vita scellerata” (1990), incentrato sulla vita di Benvenuto Cellini.

L’autore ritorna in Italia presentando l’LP di inediti: “Caffè de la Paix” che riprende le innovazioni pop del Battiato degli anni ’80, filtrate con accezioni teologiche. L’opera seppur di difficile fruizione si classifica come Miglior Disco dell’Anno. A partire dal 1994 inizia a collaborare con il filosofo Manlio Sgalambro; da questo nuovo sodalizio nascono “Il cavaliere dell’intelletto” e “L’ombrello e la macchina da cucire”. Nel 1996 la casa discografica Mercury pubblica “L’imboscata”, che riscuote notevole successo; il singolo di lancio è intitolato “Di passaggio”.

Nell’autunno del 1998 esce “Gommalacca” che rappresenta sia uno dei massimi successi dell’artista, sia uno dei più arditi esperimenti musicali. Tra le canzoni ricordiamo “Il mantello e la spiga”, “Auto Da Fe’” e “Il ballo del potere”. Alla fine degli anni ’90 Franco Battiato lavora al disco “Campi Magnetici”: l’opera segna un ritorno alle sonorità avanguardistiche adottate dal cantautore nei primi anni ’70, unite agli effetti della moderna tecnologia digitale. 

É il 1999 quando viene fatto conoscere il frutto di nuovi sacrifici: il titolo è “Fleurs” e si tratta di un “concept cover album” che vuole rendere omaggio al grande collega “Fabrizio De Andrè” (tra le cover figurano: “La canzone dell’amore perduto” e “Amore che vieni, amore che vai”). Il 30 agosto del 2002 esce “Fleurs 3” (sei anni dopo verrà proposto “Fleurs 2”). Battiato apre l’anno 2000 con “Ferro battuto” seguito, nel 2004, da “Dieci stratagemmi”; tra i singoli di questo secondo titolo citiamo i singoli estratti: “Tra Sesso e castità”, “Le aquile non volano a stormi”, “Ermeneutica” e “Odore di polvere da sparo”. Risale al 2007 invece, l’album “Il vuoto” a cui collabora sia il filosofo Manilo Sgalambro, sia il complesso femminile di origine sarda “Mab”. Nel 2000 partecipa come concorrente e direttore d’orchestra al Festival di Sanremo, insieme a Luca Madonia con cui presenta il brano “L’alieno”.

Nell’autunno del 2001 Battiato è impegnato al concept-album incentrato sulla figura del filosofo Bernardino Telesio. Nel 2012 esce “Apriti sesamo”, che si aggiudica il disco d’oro mentre nel 2014 “Joe Patti’s experimental group”. Il 6 novembre 2015 il cantautore stampa nuovamente la raccolta “Anthology – Le nostre anime”.

Dal febbraio 2016 è impegnato con Alice nel tour di successo Battiato e Alice: trentadue date italiane quasi tutte sold out, con l’accompagnamento della Ensemble Symphony Orchestra. Lo spettacolo alterna momenti in cui i due artisti si esibiscono singolarmente a numerosi duetti. Il tour viene riproposto a luglio e nell’autunno è prevista la pubblicazione di un cofanetto contenente cd e dvd.

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