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VITE E SEGRETI D'ARTISTI RACCONTATE AI BIRIKINI



E poi ci sono i cantanti. Non quelli che, come meteore, emanano un lampo di luce e si dissolvono nel nulla nell’arco di pochi mesi. Cantanti, o complessi, come si diceva all’epoca dei cavalli di battaglia, che hanno scritto una pagina lunga almeno quarant’anni con la penna intinta nel calamaio della musica. Artisti veri, grandi per voler di popolo, i cui milioni di vinili sono stati comprati in tutto il mondo. Artisti che, forse perché oggi più sereni perché lontani dalle gabbie del music business, riescono a raccontare le loro vite con l’orgoglio di avere fatto qualcosa di indelebile e che rimarrà ancora nella mente delle generazioni a venire.

Magari solo un sommesso fischiettare mentre ti fai la barba oppure un canto di gruppo attorno ad un falò in riva al mare o al campeggio estivo. Canzoni evergreen, immortali, indimenticabili. Chiamatele come preferite. Sono le canzoni dei veri big, che hanno preso le mosse dagli anni sessanta, su idee originali o su traduzioni di quelle che, in America o nel Regno Unito, erano già hit. I fautori di cotanti successi sono tutti passati, prima o poi, davanti al microfono di Radio Birikina, e lì si sono raccontati, messi a nudo, tenendo magari i boxer perché proprio tutti tutti i segreti non si possono svelare al pubblico. Dai Dik Dik ai Camaleonti, da Mal a Bobby Solo, da Patty Pravo a Orietta Berti, con annessi e connessi. Sissignori, perché, allora, nei sixties, non c’era la paura delle collaborazioni né delle contaminazioni fra cantanti o gruppi. Ecco perché Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti divenivano famosi, e lo stesso capitava a Don Backy e Gino Santercole.

Li chiamavano clan, o scuole genovesi, milanesi o romane. Non esisteva probabilmente nulla di tutto ciò, era semplicemente voglia di mettersi in gioco, di vedere come Cocki Mazzetti sarebbe uscita cimentandosi in una canzone del molleggiato.

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Esempi da fare ve ne sarebbero decine, centinaia, certo è che è difficile, oggi, se non si è vissuto quel tempo, calarsi nell’atmosfera, nel modus operandi del mercato discografico che era molto più globale di oggi.

Tracce e pensieri perduti, speriamo non irrimediabilmente, perché dei nuovi anni sessanta nel ventunesimo secolo non potrebbero che giovare a tutta l’industria della musica e, non secondario aspetto, alla nascita di una nuova creatività che, purtroppo, è difficile da raggiungere.

Nel prossimo articolo racconteremo gli episodi più gustosi che artisti e band degli anni sessanta hanno svelato agli ascoltatori di Radio Birikina durante i suoi venticinque anni di emissioni musicali. Perché, non va nascosto, la musica è bella ed è sufficiente a se stessa, basta ascoltarla, eppure la parola dei papà e delle mamme di quelle canzoni, imprimono qualcosa di più se ascoltate direttamente alla radio. Dietro una canzone di successo, dietro un album, dietro una lunga carriera artistica, non c’è solo musica. Ci sono gli incontri fra musicisti, le camere d’albergo condivise, i camerini dei teatri e dei palasport, i viaggi lungo l’Autosole e la Salerno-Reggio Calabria, i voli da una parte all’altra dell’Italia e del mondo, i ristoranti. Tutti elementi che costruiscono gli artisti. Che fanno nascere canzoni che diventano poi patrimonio universale.

Un esempio? Chissà se la splendida “Caruso” sarebbe mai diventata canzone se il compianto Lucio non si fosse trovato, una notte, a Napoli, sul balcone della stessa camera d’albergo dove soggiornò il grande tenore.

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