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DELIA SCALA



Delia Scala, pseudonimo di Odette Bedogni, è stata un’attrice, showgirl e ballerina, il cui nome è legato alla stagione pionieristica della televisione da intrattenimento. Proveniente dalla danza classica, diede una nuova statura artistica alla figura della soubrette. A differenza infatti delle primedonne che l’avevano preceduta, talvolta semplici indossatrici di un vistoso guardaroba, era un’artista poliedrica in grado di ballare, cantare e recitare ad ottimi livelli.

Trasferita a Milano ancora bambina con la famiglia, fu iscritta alla scuola di danza della Scala. La frequentò per circa sette anni e prese parte a numerosi balletti tra cui “La bottega fantastica”, su musiche di Rossini, e “La bella addormentata nel bosco”, di Cajkovskij. Partecipò col suo vero nome anche al suo primo film nel 1943, “Principessina” diretto da Tullio Gramantieri, dove interpretò una collegiale. Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale affrontò una vera e propria attività di attrice cinematografica, dapprima con lo pseudonimo di Lia Della Scala ed infine con quello di Delia Scala, in omaggio al teatro che l’aveva diplomata ballerina.

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Delia Scala interpretò circa 40 film, tra cui “Anni difficili” del 1947, “Napoli milionaria” del 1950, “Grisbi” del 1954 e, tra le commedie, “Bellezze in bicicletta” del 1951 insieme a Sivana Pampanini e “Signori si nasce” del 1960 accanto a Totò, dove interpretò una soubrette ambiziosa fidanzata con un uomo geloso e rissoso che per ottenere una rivista tutta sua deve fingere di essere una collegiale morigerata.

Di maggior successo fu la carriera percorsa nel teatro di rivista : questo genere di spettacolo le consentì di lavorare con i principali attori italiani del tempo e di raggiungere la notorietà. Debuttò a 25 anni, nel 1954 con Carlo Dapporto in “Giove in doppiopetto” e sotto l’egida della ditta Garinei e Giovannini raccolse buoni successi nel teatro leggero con : “Rinaldo in campo” del 1961, accanto a Domenico Modugno, nel 1964 la versione italiana del successo internazionale “My Fair Lady”, accanto a Gianrico Tedeschi ed infine “Il giorno della tartaruga” del 1965, lo spettacolo di addio ai palcoscenici. Durante il periodo di massima popolarità arrivò a rifiutare un’offerta per esibirsi a Broadway. L’unica sua esperienza nel teatro classico fu nel luglio 1957, quando impersonò Ariele in “La tempesta” di Shakespeare.

In televisione si fece notare una prima volta nel 1956, con il varietà di Marcello Marchesi e Vittorio Metz “Lui e lei”, insieme a Nino Taranto, ma tre anni dopo ottenne un grande successo con l’edizione di Canzonissima 1959, in compagnia di Paolo Panelli e Nino Manfredi. Il successo fu replicato, sempre in televisione, nel 1961 con uno show costruito appositamente per lei : il “Delia Scala Show” e nel 1968 con “Delia Scala Story”; nel corso dei quali furono invitati ospiti illustri. Nel 1970 prese parte a quella che è considerata una delle prime sitcom italiane, “Signore e signora”, che la vedeva in conflitto amoroso con il coniuge Lando Buzzanca. In seguito continuò saltuariamente la carriera sul piccolo schermo con alcune commedie musicali adattate, con piccole partecipazioni in alcuni spettacoli di varietà e con l’interpretazione di due fiction televisive: “Casa cecilia” e l’ultima sua apparizione, nella sitcom “Io e mamma”.

Delia Scala fu colpita da un male incurabile che di fatto condizionò la sua salute per buona parte della vita. La patologia le fu diagnosticata nel 1967 dal professor Pietro Bucalossi che dapprima la operò e poi la sottopose alla chemioterapia. Le terapie a cui si sottopose, all’epoca ai primi passi, riuscirono a ottenere buoni risultati e la portarono a diventare una sostenitrice della ricerca contro il cancro per il resto della vita. Lasciò i palcoscenici a soli 36 anni a causa di un’appendicite fulminante che le aveva provocato svenimenti in scena.

Anche la vita sentimentale le riservò sofferenze : sposata già nel 1944 a soli quindici anni con l’ufficiale greco Nikiphorous Melitsanus, se ne separò appena due anni dopo, ottenendo nel 1956 l’annullamento del matrimonio. A lungo fidanzata con il popolare pilota di Formula 1 Eugenio Castellotti, dopo la tragica scomparsa di questo, avvenuta in un incidente, durante delle prove private Ferrari all’autodromo di Modena nel 1957, si sposò una seconda volta nel 1966 con Piero Giannotti, un suo ammiratore di Viareggio che scomparve durante un incidente stradale, e una terza volta nel 1984 con l’armatore livornese Arturo Fremura del quale rimase vedova nel giugno 2001. La Rai la ricordò il 3 gennaio 2004 in occasione dei cinquant’anni di televisione, una decina di giorni prima della sua scomparsa.

 

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