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LAMBRETTA



Quanti di voi possedevano la mitica Lambretta?

E come dimenticare questo modello di scooter? La Lambretta fa la sua comparsa per la prima volta nel 1947 grazie alla creatività di Ferdinando Innocenti e della competenza dell’ingegner Pier Luigi Torre. Il nome, affidato dall’artista Daniele Oppi, deriva dal fiume Lambro, che scorre vicino a dove erano posti gli stabilimenti di produzione (zona Milano).

 

Questo tipo di motociclo riscosse immediatamente grande successo (anche nel mondo del cinema) sia in Italia che all’estero tanto che, su licenza, venne prodotta in Argentina, Brasile, Cile, India e Spagna.

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Come la Vespa, anche la Lambretta aveva un motore a due tempi (un tipo di motore a combustione interna basato su un impianto di alimentazione e di scarico), funzionante a miscela olio- benzina. Nel corso degli anni vennero affrontate alcune modifiche a livello del telaio: inizialmente esso aveva una struttura tubolare più rigida. Altra differenza rispetto alla Vespa era la presenza di “carrozzeria scoperta” (anche se dal 1957 in poi anche questo mezzo venne prodotto solo con carrozzeria “chiusa”).

Oggi la Lambretta è un oggetto da collezionisti. Esistono infatti numerosi “Lambretta Club” non soltanto in Italia ma in tutto il mondo.

Alla Lambretta sono dedicati due musei, uno ubicato in provincia di Catanzaro, precisamente a Sellia Marina e l’altro a Rodano, in provincia di Milano.

Inevitabilmente la Lambretta, assieme alla Vespa, rappresenta un’icona dell’Italia del dopoguerra.

 

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