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RADIO BIRIKINA E LA SOLIDARIETA’



Nei precedenti articoli abbiamo cercato di raccontare i colori, i suoni, i mutamenti di una radio e di un paese. Tra tante storie di canzoni e di vacanze al mare sulla seicento che assomigliava ad una scatola di sardine, tra i twist improvvisati sulla spiaggia che perdere lo scoobidoo era un attimo, e i mangiadischi che, a volte, i dischi li mangiavano davvero. E’ il mondo di Radio Birikina, è un’opera omnia che riunisce ricordi, emozioni, nostalgie e tante belle storie. Come quella che vi stiamo per raccontare. E’ una bella storia perché è stata scritta da milioni di persone, gli ascoltatori della radio e chi, per mezzo loro, ha scoperto quanto alto sia il valore della solidarietà. Ci piace immaginare un formicaio dove, ogni animaletto, porta la sua briciola. Dopo decenni, quel piccolo accumulo iniziale di briciole, diventerà un grattacielo. Come lo è, oggi, il più grande istituto di ricerca europeo dedicato allo studio delle neoplasie dei bambini e, più in generale, di tutte le patologie che colpiscono i più piccoli. E’ la fondazione Città della Speranza cui Radio Birikina e le correlate del gruppo, Bella&Monella, Piterpan, Marilù, Gelosa e Sorrriso, è legata a doppio filo da sempre. Ma vediamo come è nata e come si è evoluta questa straordinaria favola.

C’erano una volta a Padova, oppure potremo dire il 16 dicembre 1994, tre uomini e un luminare della medicina che volevano ricordare un bambino scomparso a causa della leucemia. Massimo era un simbolo, l’obiettivo era molto più ambizioso: debellare la malattia per sempre. Per fare questo, però, servivano soldi e un nuovo, moderno reparto di oncoematologia pediatrica. Quello esistente non poteva più ospitare dignitosamente i bambini ammalati e i loro familiari.

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I nostri quattro eroi silenziosi non persero tempo e coinvolsero imprese e cittadini nella raccolta del capitale necessario a costruire la nuova struttura, che fu inaugurata nel 1996. Era nata la “Città della Speranza”. Il concetto, ispirato ad una realtà statunitense, la “City of Hope”, consisteva nella semplice idea che anche i bambini ammalati potessero vivere la quotidianità in una città felice e capace di dare speranza al loro futuro, il tutto con trasparenza e concretezza nella gestione della risorse. Nacque un reparto all’avanguardia che migliorò, non di poco, il modus operandi dei medici. Dopo il primo passo, se le gambe tengono, si cammina davvero. E il secondo step non tardò ad arrivare. Dopo aver realizzato la clinica di oncoematologia pediatrica di Padova, la fondazione, nel 1998, costruì un nuovo day hospital e vari laboratori di ricerca. Nel 2003 fu la vernice per il pronto soccorso pediatrico. Passano sedici anni e, finalmente, l’8 giugno 2012, viene inaugurata la nuova, grande opera: l’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, il più grande centro di ricerca sulle malattie infantili del vecchio continente. Oggi la struttura si relaziona coi maggiori centri nazionali e mondiali ed è centro di riferimento italiano per la diagnosi di leucemie acute e per il coordinamento di protocolli, nazionali ed europei, di diagnosi e cura di linfomi, sarcomi, tumori cerebrali, epatici e rari. Una struttura che investe circa due milioni di euro annui in ricerca scientifica. Da dove arrivano questi fondi? Dalle formiche con cui abbiamo aperto questa storia. Gente della strada, persone di tutti i giorni, commercianti, imprenditori. Tutti a dare quel che possono e con la certezza che ce la faranno ad arrivare all’obiettivo: chiudere per sempre l’istituto. Sì, perché quando l’ultimo bambino sarà guarito e le malattie sconfitte per sempre, non servirà più un centro di ricerca né un ospedale.
Le instancabili formiche sono anche le ascoltatrici e gli ascoltatori di Radio Birikina e, quanti, nelle sedici estati del Festival Show, lo spettacolo musicale promosso insieme a Radio Bella&Monella, hanno donato più di mezzo milione di euro. In ogni piazza del festival, dal 2000, i volontari della fondazione, sono presenti per raccogliere ciò che il pubblico, sempre più generosamente elargisce. Da poco è stata lanciata anche una nuova campagna per la raccolta di fondi che intende sensibilizzare il mondo imprenditoriale. L’invito, agli ad, è quello di fare squadra con la fondazione per regalare un futuro libero da malattie a tutti i bambini.

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