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UN PO' DI STORIA DELLA RADIO ITALIANA



Cari amici di Radio Birikina,

la radio è un potente mezzo di comunicazione capace di aggiornare ciascuno sulle informazioni dal mondo, tenere compagnia con la voce degli speaker e con tanta buona musica.

La prima trasmissione radiofonica italiana viene mandata in onda il 6 ottobre 1924 con la voce di Maria Luisa Boncompagni. Il palinsesto, piuttosto scarno, era costituito da brani tratti da opere di musica classica o da camera. Nel 1924 viene fondata l’URI (Unione Radiofonica Italiana). L’unica stazione trasmittente si trovava a Roma; siamo agli inizi e il pubblico era composto da amatori interessati più alla novità tecnologica che alla sequenza del palinsesto. A partire dal gennaio 1925 l’URI trasmette anche da Milano, per poi ampliare la rete a Napoli (nel 1926) e da Torino (nel 1929).

Nel 1928 l’Unione Radiofonica italiana si trasforma in EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche), volta a divertire e informare il pubblico. A fianco delle cronache e dei bollettini nascono altre rubriche come la radiocronaca e la cronaca sportiva. Nel ’39 la Radiomarelli presenta il Balilla, il più piccolo ricevitore di produzione italiana.

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Sotto il fascismo la radio diventa strumento di propaganda fino al 1954, anno della nascita della televisione, che inevitabilmente porta alla perdita di alcune funzioni a cui la radio era destinata. Tuttavia, come afferma il sociologo Mc Luhan: “La radio tocca tutti intimamente e personalmente: il suo aspetto più immediato è un’esperienza privata”; rispetto alla televisione, la radio non possiede un video, gli ospiti non devono star attenti alla mimica facciale o alla postura, in qualche modo sono messi in condizione di agio e grande importanza viene assunta dalla parola: chi ascolta dispone solo della voce e non viene distratta dalle immagini.

Nonostante l’avvento della televisione, questo apparecchio non scompare; cambia, si trasforma, rimane attivo tutto il giorno, 24 ore su 24 e con i nuovi programmi riesce ancora ad attirare sia il pubblico giovane che adulto. Sono gli anni del boom economico, il periodo delle prime automobili e per coloro che se lo potevano permettere, dei veicoli con autoradio. Ecco che questo strumento elettronico diventa la colonna sonora della giornata delle casalinghe oppure la compagna di lunghi viaggi. Pian piano le emittenti radiofoniche cominciano a diversificarsi: la musica che viene proposta si rivolge ad un determinato pubblico; ogni apparecchio crea il proprio target ed elabora un proprio stile. Siamo intorno agli anni ’70 quando la radio diventa oggetto d’amore e odio per i giovani: sulla scia delle manifestazioni studentesche essa viene assunta come oggetto da ascoltare e boicottare. Sempre durante quel decennio nasce la figura del regista autore. E tra le radio, il 10 luglio 1989 fa la sua comparsa anche Radio Birikina, la prima del gruppo Zanella che copre le regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Lombardia e che regala al pubblico i grandi successi degli anni ’60, ’70, ’80 e ’90.

Con il tempo e con le innovazioni in campo tecnologico, la radio muta nuovamente fino ad approdare al digitale; a tal proposito citiamo il Dab che si basa sulla ricezione mediante impiego di trasmettitori terrestri e satellitari.

Anche oggi la radio è un’importante mezzo di comunicazione che ha saputo rinnovarsi alle esigenze del nuovo ed esigente pubblico, rispondendo a tutti coloro che la consideravano vicina al pensionamento. Si parla di streaming, di applicazioni per telefoni o computer.

Per dirla con le parole di Casey Kasem: “Sostanzialmente, la radio non è cambiata nel corso degli anni. Nonostante tutti i miglioramenti tecnici, è ancora un uomo o una donna e un microfono, la riproduzione di musica, la condivisione di storie, il parlare di diverse questioni – il comunicare con il pubblico”.

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