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Ringo Starr



7 luglio

Radio Birikina festeggia Ringo Starr

Richard Parkin Starkley conosciuto come Ringo Starr è nato a Liverpool il 7 luglio 1940.

Da piccolo, Ritchie fu perseguitato dalle malattie che danneggiarono la sua formazione scolastica. A sei anni fu operato di appendicite acuta, rimanendo per due mesi in stato di coma, dal quale riemerse dopo altri interventi che lo costrinsero a stare in ospedale per diversi mesi. A tredici anni, in seguito a complicazioni polmonari, il ragazzo fu ricoverato all’Heswall Children’s Hospital nel Wirral nel quale restò fino al 1955. Due anni dopo iniziò ad esibirsi al fianco di gruppi musicali di spicco tra cui i “Darktown Skiffle Group” e gli “Al Caldwell’s Texans”.

La svolta avvenne nel 1962: i Beatles erano reduci dal provino a Abbey Road e il produttore George Martin insieme a il manager Brian Epstein decisero di sostituire il batterista Pete Best con Ringo Starr. Nonostante l’iniziale passo falso, Starr si amalgamò sempre più con gli altri tre componenti del gruppo esibendosi con loro per tutti gli anni ’60. Durante il sodalizio con i “Beatles” compose solo due canzoni. La carriera solistica di Ringo Starr giunse poco prima della separazione della storica band e precisamente nel 1970 con l’album “Sentimental Jurney”, una raccolta di vecchi successi degli anni ’30 e ’50. Poco dopo seguì “Beacoups of Blues”. La scalata al successo e alle classifiche di vendita iniziò però solo con il singolo “It Don’t Come Easy” (1971). Il riconoscimento più importante è rappresentato dall’album “Ringo” registrato con la partecipazione di John Lennon, Paul McCartney e George Harrison. Nel 1975 Ringo inaugurò la sua etichetta discografica: “Ring-O-Records”.

Il decennio successivo non fu fiorente per il musicista che, nonostante i problemi finanziari, viveva dell’infinita rendita derivante dai profitti dei Beatles. Dal punto di vista musicale nel 1981 pubblicò “Stop and Smell the Roses” in cui figura il brano “Wrack My Brain”.

Nel 1990 l’artista registrò due album live dal titolo “All-Starr band” e “Live from Montreux”, per poi tornare in studio per lavorare a “Time Takes Time”, uscito nel 1992. Risale al 1998 invece, “Vertical man”, in cui egli incise una nuova versione del brano dei Beatles “Love Me Do”.

Tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001, l’antologia dei Beatles, che raccoglie tutti i singoli “numero uno” raggiunge i primi posti delle classifiche di tutto il mondo, regalando anche a Ringo Starr un rinnovato momento di popolarità. Nel frattempo il batterista prosegue con le esibizioni dal vivo. Nel novembre del 2002 partecipa al “Concert for George” ad un anno esatto dalla scomparsa di Harrison.

Nel giugno del 2007 l’artista ha annunciato il ritorno alla EMI (con la quale aveva collaborato dal 1962 al 1975). Nel 2007 ha pubblicato “Photograph: The Very Best of Ringo” seguito, l’anno dopo da “Liverpool 8”. 

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