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LA RIVOLUZIONE DEGLI ANNI ’60: LA BEATLEMANIA!



I Beatles, mito degli anni ’60 ebbe inizio nel luglio 1957 quando nella chiesa di St. Peter a Liverpool John Lennon, leader della band “Quarryman”, incontrò Paul McCartney e George Harrison. Un primo contratto, i primi concerti in un locale di Amburgo e poi il trasferimento in Inghilterra dove i Beatles ebbero modo di registrare i primi successi come “Love me do” e “Please Please Me” (1964). Ad attenderli, fama, denaro, spettacoli: ad Adelaide la band si esibì davanti ad un pubblico da record, oltre 300 000 presenze!

Perfino la regina divenne fan, tanto da conferire al gruppo il titolo di “Membro dell’ordine dell’Impero Britannico”. Durante i tour i Beatles dovettero affrontare momenti di difficoltà, in particolar modo a Tokio e nelle Filippine dove il messaggio rivoluzionario trasmesso non era ben accetto. I quattro arrivarono anche in Italia nel giugno 1965 con tre concerti, a Milano, a Genova e a Roma. I Beatles si sciolsero nel 1966, dopo il concerto a San Francisco. L’ultima esibizione pubblica risale al 30 gennaio 1969 quando i quattro tennero un concerto nel terrazzo della sede londinese della “Apple”. Un concerto memorabile, in cui la polizia fece fatica a trattenere la massa di persone.

Ancor oggi i Beatles sono il fenomeno più rappresentativo nella storia del pop; le produzioni sono frutto di un’ accurata sperimentazione artistica. A contribuire alla popolarità, oltre ai temi trattati, alla sperimentazione tecnica, anche l’uso di nuovi strumenti come il “Melltron” e il “Moog” e l’uso di sonorità appartenenti al repertorio indiano o orientale. Insomma, una musica che profuma di “Revolution”!

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I Beatles portarono una ventata di freschezza, gioia, voglia di vivere alle nuove generazioni: la musica stava cambiando e questi giovani erano la risposta alla novità, al cambiamento; erano un modello da seguire. Nacque così la “Beatlemania” che non si basava solo su dischi e amore per la musica ma sull’immagine che questi trasmettevano. La nuova generazione era affascinata dal look: stivaletti di pelle nera, camicie con il collo arrotondato, giacche abbottonate al collo e l’immancabile taglio a caschetto. In Italia, per attirare la clientela, gli acconciatori esponevano un cartello con scritto: “ Qui si effettuano tagli alla Beatles”.

Ma non solo: i Beatles diedero il via alla formazione di piccole band scolastiche e quindi ad un aumento nella vendita di chitarre elettriche e batterie. Durante un’intervista Paul Mc Cartney, parlando del gruppo disse: “… Noi non stavamo cercando di alimentare un movimento di popolo, noi ne eravamo parte, come lo siamo sempre stati. Ritengo che i Beatles non siano stati i leader di una generazione, ma i suoi portavoce”.

Riguardo al fenomeno sociale Beatles, John Lennon si espresse così: “ Gli anni sessanta hanno assistito a una rivoluzione tra giovani, che ha coinvolto l’intero modo di pensare. I Beatles furono parte di questa Rivoluzione, che in realtà è un’evoluzione ancora in atto. Eravamo tutti sulla stessa barca: una barca che andava alla scoperta del Nuovo Mondo. I Beatles erano di vedetta”.

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