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FRANCO E CICCIO



Franco e Ciccio – ovvero Franco Franchi e Ciccio Ingrassia – è stato un duo comico che ha goduto di particolare notorietà negli anni Sessanta. I due attori hanno interpretato insieme 116 film, molti dei quali come protagonisti assoluti ed altri al fianco di attori come Totò, Domenico Modugno, Vittorio Gassman, Buster Keaton e Vincent Price.

Benché aspramente criticati dai loro critici contemporanei, che definivano spesso autentici esempi del trash – etichettandoli come B-movies – i loro film, realizzati con pochissimi mezzi e incentrati sulla caratterizzazione dei protagonisti, Franco e Ciccio ebbero un buon riscontro tra il pubblico.
È emblematica anche la loro parabola artistica avendo come punto di partenza solo la povertà e la miseria della Sicilia. Dopo la loro morte, come per altri artefici della commedia italiana della seconda metà del XX secolo, è iniziato da parte della critica un certo percorso di rivalutazione in ambito storico-culturale della loro produzione artistica.

franco e ciccio 3

Percorrendo i vicoli di Palermo, Franco e Ciccio si incontrarono casualmente. Franco cercava di inserirsi nell’ambiente teatrale andando al bar frequentato dagli artisti e provava una grande ammirazione per Ciccio, che era già un attore affermato ma ancora poverissimo. Anche Ciccio però ammirava Franco, ritenendolo pieno di buone potenzialità. Nel 1954, la compagnia teatrale di Pasquale Pinto si spostò da Napoli a Palermo. Un attore, Nino Formicola, si ammalò e il capocomico Giuseppe Pellegrino si doveva occupare di sostituirlo : la scelta cadde su Ciccio. Ingrassia, però, era tornato a lavorare come tagliatore di calzature e inizialmente rifiutò, proponendo di contattare Franco. Pellegrino non era convinto della scelta, in quanto avrebbe dovuto ingaggiare uno sconosciuto e contropropose a Ciccio di ingaggiarli insieme. A questo punto entrambi furono assunti dalla compagnia.

Fu grazie a Domenico Modugno che fu loro concessa una parte nel film-commedia “Appuntamento a Ischia” del 1960, di cui egli era protagonista. Sul set furono notati dal regista, che li mise alla prova chiedendo loro di recitare un’orazione funebre con l’intento di farlo ridere. Franco e Ciccio non lo delusero e lui li scritturò : fu la svolta della loro carriera. Nel film interpretarono due contrabbandieri che avevano un ruolo secondario e rimasero sul set meno di due settimane : tanto bastò a Modugno per offrire loro un contratto di cinque anni. Franco e Ciccio lasciarono il teatro per lavorare a tempo pieno nel cinema, concedendosi solo due pause nel 1961 e nel 1963. Nel 1961 cantarono la celebre canzone “Tre somari e tre briganti”.

Nel 1963 la coppia sciolse il proprio legame contrattuale con Modugno accettando di comparire gratis al suo film d’esordio da regista, “Tutto è musica” e iniziò la collaborazione con l’agente Amleto Adani. Per tutti gli anni Sessanta gli incassi si mantennero alti, costantemente sui 500-800 milioni di lire a film, e i tempi ristrettissimi di produzione aumentarono i meriti della coppia d’oro.

Alla metà degli anni Sessanta Franco e Ciccio toccarono il massimo del loro successo. Franco raccontò che una volta girarono tre film nello stesso giorno, e ciò rende chiara la frenesia del loro lavoro. Al cinema si aggiunsero altri impegni : la televisione, con la partecipazione a varietà come “I due nel sacco”, “Cantatutto” e “Partitissima”, la musica, con la pubblicazione di vari singoli 45giri, i caroselli e la radio. Addirittura la coppia fu protagonista di una serie di fumetti, con 16 albi pubblicati tra il 1967 e il 1968.

Al grande successo di pubblico corrispondeva tuttavia il disinteresse, a volte velato di disprezzo, della critica. La coppia continuava a recitare un gran numero di film l’anno, spesso di mediocre fattura, ma occasionalmente fu anche coinvolta in progetti di grande valore artistico, come per l’episodio del film “Capriccio all’italiana” diretto da Pier Paolo Pasolini ‘Che cosa sono le nuvole?’ al fianco di Totò. Degna di nota fu anche l’interpretazione del gatto e della volpe ne “Le avventure di Pinocchio” di Luigi Comencini nel 1972.

La coppia sembrava indissolubile. Entrambi rifiutavano le parti da solista per non mettere in discussione la solidità della coppia. La crisi era tuttavia dietro l’angolo.

Una breve riconciliazione avvenne nel 1973-1974. Nel 1973, il Programma Nazionale commissionò una commedia in siciliano “Il cortile degli Aragonesi”, che fu rappresentata una sola volta e poi trasmessa in televisione. L’anno dopo girarono due film insieme, “Paolo il freddo” e “Farfallon”. Nei piani di Ingrassia, Lino Banfi sarebbe dovuto essere il protagonista della parodia di “Paolo il caldo” di Marco Vicario. I produttori però vollero a tutti i costi Franco, ritenendo che senza di lui un film di Ciccio non avrebbe funzionato. Fu così che i due si riavvicinarono per la prima volta. La grande intesa tra regista e protagonista diede vita ad una situazione inedita per entrambi. Franco riusciva ad esprimere tutto ciò che gli altri registi non gli avevano saputo tirare fuori e la sceneggiatura firmata da Ciccio esaltava le qualità del compagno.

Nel 1977 sorse un contenzioso con Edomondo Amati, che aveva realizzato un video formato da un collage di vari film di Franco e Ciccio senza neanche contattarli. Ciccio, indignato per l’accaduto e abbattuto dall’ultima volta in cui aveva litigato con Franco, ad una festa a cui erano presenti tutte le case di produzione, denunciò l’accaduto in pubblico. Nel 1980 Ciccio si scusò pubblicamente a ‘Domenica In’ e la riconciliazione ufficiale avvenne in diretta televisiva, grazie all’intervento di Pippo Baudo. Così parteciparono insieme al programma televisivo di Gianni Boncompagni ‘Drim’ che nelle intenzioni di Boncompagni sarebbe dovuto servire da lancio per la figlia Barbara ma che in realtà finì per rilanciare la coppia.

Franco e Ciccio lavorarono molto su alcuni stereotipi che divennero un classico dei loro impegni cinematografici. Lo schema ripetitivo il più delle volte era un mezzo per raggiungere una comicità più veloce e, soprattutto, per creare un rapporto diretto di fedeltà con il pubblico, che sapeva già cosa andava a vedere al cinema. La loro produzione si può dividere in parodie, che riprendono dei lavori già realizzati da altri autori giocandoci sopra con la comicità, e lavori originali, storie interamente inventate da loro. In mezzo a queste due macro-categorie vi sono dei film originali con titolo parodiato, i film a episodi e i film di spezzoni. Inoltre sono molto importanti le partecipazioni a film d’autore.

Il motivo principale del successo di Franco e Ciccio è da ricercare nella contrapposizione del loro aspetto fisico e nelle profonde diversità di carattere : alla corporatura minuta, alle movenze nervose e alla mimica facciale sopra le righe di Franchi, esuberante sino all’eccesso, facevano infatti da contraltare il fisico allampanato, la lentezza dei movimenti e la rigida maschera di Ingrassia. Dal punto di vista psicologico si potrebbe pensare che Ciccio facesse sempre la parte del furbo, mentre Franco quella del tonto. In realtà i due personaggi si muovono sullo stesso piano, pur con caratteristiche diverse : sono entrambi due sprovveduti, il primo – Ciccio – saggio con qualche ombra di nobiltà, il secondo – Franco – zotico ma non privo d’una qualche inventiva.

Le sceneggiature dei loro film non erano preparate con cura e ricorrevano spesso a facili doppi sensi che, però, non scadevano mai nel turpiloquio. Inoltre, in alcuni periodi interpretarono anche più di dieci film in un anno, venti addirittura nel 1964..Il lavoro era svolto, perciò, senza eccessivi scrupoli e si basava tutto sulla “vis comica” dei protagonisti. È nota l’assoluta determinazione di Franchi nel firmare qualsiasi contratto, a dispetto di un più riflessivo e titubante Ingrassia. Nella loro sfera privata, furono l’umiltà e la parsimonia le caratteristiche principali, una condotta che rifuggiva gli agi e la mondanità in favore di una vita più modesta e tranquilla.

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