La Nuova Stagione

on 8 Marzo 2019 in Gruppi, La Mattonatta

La Mattonella: Gruppi
Informazioni inviate da: Mauro De Barba

Questa a fianco è la foto del gruppo che negli anni 60/70 spopolava in Veneto, provenienti da Belluno (allora fucina di musica da balere) chiamato “La nuova stagione”.
Qui nella foto in una cantina a Rivamonte Agordino (Hotel Posta) dove nel periodo estivo i giovani si ritrovavano per ballare e fare nuove “amicizie”. Locale pittoresco in zona turistica dove s’incrociavano i giovani di città e quelli delle tradizionali vallate agordine. Musica birra e corteggiamenti.
“La nuova stagione” era composta da:
– Dino scaboro (Dino), voce e chitarra
– Tonino zampieri (Tonyno), basso e voce
– Enrico cargnel (Pepol), tastiere
– Mauro de barba (Boss), alla batteria e percussioni
– Piero orzes (Piero), chitarra solista e voce
– Danilo, sax.
Dopo circa quarant’anni il 3 giugno del 2016 in occasione dei 60 anni di Tonino, il bassista, il gruppo si è riunito per una singola serata per eseguire da spalla al più recente gruppo veneziano, “La ghenga fuori posto”, alcuni pezzi di allora tra i quali Dolce aurora, canzone scritta e depositata dalla nuova stagione dedicata ad una ragazza romana che frequentava da turista il locale e che aveva fatto girare la testa al tastierista Enrico (Pepol sta per il più piccolo di età del gruppo allora aveva 16 anni).

Si allega foto d’epoca da notare la muffa sul soffitto del locale e gli adesivi d’epoca e soprattutto il primo amplificatore Leslie arrivato in provincia.

I Lorpegia

on 8 Marzo 2019 in Gruppi, La Mattonatta

La Mattonella: Gruppi
Informazioni inviate da: Nazzareno Loreti

Il complesso “I Lorpegia” era noto alla fine degli anni ’60 e inizi ’70 a Pordenone.
L’immagine è relativa al 1971 in una esibizione al Teatro Don Bosco, qualche mese prima dello scioglimento del gruppo.

THE STHUNKS

on 26 Settembre 2016 in Gruppi, La Mattonatta

La Mattonella: Gruppi
Informazioni inviate da: Mauro De Barba

La storia di questo gruppo vede una evoluzione nel corso degli anni; originariamente la band nasce a Salce, in provincia di Belluno nel 1968 con il nome V.I.P. Nel 1969 anno dei primi giochi della gioventù a roma per festeggiare il capodanno 2 gruppi di ragazzini tra i 14 e 18 anni  si fusero per l’occasione dando vita agli “Shtunks” che per alcuni anni allietarono feste e serate in quel di Salce.
La parola “shtunk” deriva da un modo di dire della periferia di liverpool stava ad identificare un barbone puzzolente che suonava da solo negli angoli più poveri e malfamati diventò poi un personaggio dei fumetti di allora raffigurato con barba e capelli lunghi fino ai piedi che scalzo andava ai concerti, ma nessuno gli stava vicino perchè “He shtunk like a hord of pigs” cioè puzzava come un orda di maiali.

La beatlemania imperversava e la si vede dalle foto.
La prima formazione vedeva:
– Elio Della Vecchia alle chitarre, tastiera, armonica a bocca e voce.
– Roberto Stefani, basso e voce.
– Mauro De Barba, batteria e voce.
– Riccardo Dell’Eva, chitarra solista.
– Sirio De Barba, voce.

Lo studio e il mondo del lavoro fanno sì che questa prima formazione si sgretoli ma dalle sue ceneri nasce una nuova band che porta un nuovo nome.
Era il 1972 e prendendo spunto dallo slang inglese della parola “sthunk” che significa barbone, vagabondo e puzzolente nascono così i “The Sthunks”.

Tra il 1973 fino al 1980 il gruppo spopola nel Veneto con un pezzo inciso e depositato alla SIAE dal titolo “Dolce aurora” con Dino Scaboro come voce solista, Tonino Zampieri al basso, Enrico Cargnel alle tastiere, Piero B. voce e chitarra e infine Mauro De Barba come batterista e voce.

La storia dei The Sthunks non finisce però negli anni ’80 perchè ancor oggi sono attivi con l’aggiunta di Renzo De Biasi alla chitarra solista, membro aggiuntosi recentemente ma che già da allora suonava da dietro le quinte.

I GIOVANI

on 2 Dicembre 2015 in Gruppi, La Mattonatta

La Mattonella: Gruppi
Informazioni inviate da: Fiorenzo Zampieri

i-giovani

Era la seconda metà degli anni ’60 del XX secolo e la gioventù italiana si stava preparando a quello che sarebbe passato alla storia come il “movimento del ’68” il quale propugnava una trasformazione radicale della società attraverso la “contestazione” dell’organizzazione politica e sociale del tempo ritenuta non più idonea ai cambiamenti della società e del costume ormai in atto.

Un ruolo ed un contributo importante allo svolgere di questi eventi fu senz’altro il nuovo modo che adottarono i ragazzi di allora nel fare musica. Infatti fu l’epoca dei cosiddetti “complessi” e dei folk singer, beat e rock, soprattutto inglesi ed americani, che con le loro “canzoni di protesta” influenzarono gli adolescenti di allora spingendoli ad agire nella speranza di realizzare un mondo migliore.

In questo contesto furono migliaia i gruppi musicali che si formarono all’ombra dei miti anglosassoni con lo scopo, oltre che di seguirne le orme, anche con il, spesso illusorio, intento di donare, con le loro canzoni, nuovi stimoli ai loro fans. In questo insieme di complessi si inserisce anche la nascita del gruppo musicale oggetto di questa storia che, seppure con nessuna velleità contestataria, pose nel proprio repertorio i pezzi più significativi dell’epoca che, ovviamente, erano graditissimi ai loro ascoltatori oltre che a se stessi. E’ l’anno 1966 e nasce il nostro gruppo di nome “I Giovani”, formato da ragazzi tutti della “bassa padovana”: – Mario Biscaro, batterista, di Tribano, – Marino Marinello, detto “bicio”, tastiere e chitarra, di Conselve (purtroppo prematuramente scomparso), – Galdino Marcato, chitarra e voce, di Conselve, – Enzo Cavallaro, chitarra e voce, di Conselve, – Fiorenzo (Renzo) Zampieri, chitarra basso, di Bagnoli di Sopra. Praticamente tutti “classe 1951” tranne Mario Biscaro, del 1949, fondatore e manager riconosciuto del gruppo assieme a “bicio” e Galdino.

L’attività musicale del gruppo, seppure protagonista di numerosissime manifestazioni e concerti svoltisi nelle “balere” e nei locali di spettacolo di tutta la provincia, non ebbe lunga durata e si chiuse nel 1969 per una serie di accadimenti (servizio di leva, trasferimenti famigliari, ecc.) che impedirono ad alcuni di noi di proseguire nell’attività musicale.
La nostra strumentazione musicale era quella tipica dei gruppi dell’epoca ed era composta da: Batteria (Hollywood Golden Sound); 1^ e 2^ Chitarra elettrica (Vox e Eko); Basso elettrico (Hofner semiacustico) Tastiera elettronica (Farfisa Mini Compact); Microfoni (Shure); Impianto Voci (Davoli Krundaal) Amplificatori ( n. 3 Davoli 300 watt).

Per concludere una piccola lista dei locali dove ci siamo esibiti (la memoria non ci aiuta a ricordarli tutti): Taverna al Vierus a Marsango – alla Perla a Bagnoli di S. – Taverna da Massimo ad Anguillara V. – alla Stella ad Agna – alla Sirenella a Sottomarina (stagione estiva) – Dancing Centrale ad ad Anguillara V. – al 7° Cielo a Torreglia – ed in varie rassegne musicali nei cinema e teatri locali. Vasto ed apprezzatissimo era il nostro repertorio che proponeva sia canzoni con contenuti alternativi sia canzoni melodiche, tutte però di grande attualità.
(Nella foto I Giovani negli anni ’60: da sinistra a destra, in piedi: Fiorenzo (Renzo), un amico, Marino,Mario; accucciati: Galdino, Enzo)

THE RAGDA

on 30 Novembre 2015 in Gruppi, La Mattonatta

La Mattonella: Gruppi
Informazioni inviate da: Antonio Parisi

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Il gruppo The Ragda si forma nel 1965 dall’iniziativa di un gruppo di amici, tutti nativi di Pontevico (BS).

Il nome è l’acronimo delle iniziali dei componenti della band: Roberto, Antonio, Gino e Gabriele, Domenico, ed una licenza poetica con Emilio.

Dopo un anno di prove il gruppo si esibisce in diverse balere come al “2000” di Ghedi, e poi a Cremona e Piacenza, fino al 1971 anno in cui iniziò la naia.

Nel 1980, Emilio purtroppo rimane vittima di un incidente stradale, evento che colpisce moltissimo il gruppo di amici.

Rimane però il bellissimo ricordo di un gruppo di amici che si sono appassionati e divertiti grazie alla musica.

I 4 del teschio

on 21 Gennaio 2015 in Gruppi, La Mattonatta

La Mattonella: Gruppi
Informazioni inviate da: Paolo

I 4 del Teschio nascono a Caorle (Ve) nel 1964 come I 5 del Teschio con in organico Pino Ballarin (chitarra solista), Valerio Basso (chitarra ritmica), Paolo Zamarian (chitarra), Gianni Milan (basso) e Gino “Bitta” Valente (batteria, in seguito sostituito da Mario Palamin), ma già l’anno successivo, nel maggio del 1965, con l’uscita dal gruppo dei due chitarristi Valerio Basso e Paolo Zamarian e l’entrata del tastierista Luciano Baffi diventano I 4 del Teschio.

In un’intervista il bassista Gianni Milan in riferimento alla scelta del nome del gruppo dice testualmente: quando pensammo al nome ci venne in mente qualcosa di bizzarro, di selvaggio ed anche la morte, anche perché leggevamo molti fumetti horror della Marvel, non stemmo a pensarci troppo su, ci era subito piaciuto e lo scegliemmo”.

I-5-del-Teschio

Il gruppo comincia a suonare nei locali della zona adottando un look alla Kriminal, cioè calzamaglia nera con stampato teschio e scheletro in bianco, look che gli valse la vittoria del “Trofeo dell’Originalità” con la partecipazione alla prima edizione del “Torneo Nazionale Rapallo-Davoli” del 1966 (iniziato con le selezioni nel dicembre 1965), dove vennero però eliminati per un solo punto dai Trolls (in seguito New Trolls). La classifica finale vide al primo posto i Mat 65 (di Bergamo), al secondo i Corvi (di Parma) e al terzo i Trolls (di Genova).

Nel giugno del 1966 una partecipazione dei 4 del Teschio ad un raduno beat al Teatro Sociale di Portogruaro (Ve) termina con una maxi rissa tra i propri sostenitori e quelli del gruppo locale i Clandestini, loro acerrimi rivali, che si protrasse fino al ponte sul fiume Lemene di Concordia Sagittaria (Ve), dove sembra che alcuni contendenti, secondo le cronache locali, finissero addirittura in acqua.

Sempre nel 1966 pubblicano per la piccola etichetta discografica Robinson Record di Mestre di Tony Tasinato il loro unico 45 giri e uno dei più ricercati dai collezionisti di vinile del beat italiano con lato A “Mai più ti lascerò”, un brano classic-beat, e lato B “Balla balla” (reinterpretazione dell’originale My Baby Baby Balla Balla dei tedeschi Rainbows).

Nel maggio del 1967 la necessità di un valido vocalist e front-man determina l’ingresso nel gruppo di Roby Serafin come cantante e bassista e il nome del complesso ritorna ad essere, come in origine, I 5 del Teschio, nome con il quale partecipano nello stesso anno alla seconda edizione del “Torneo Italia-Beat – Gran Premio Davoli” dopo aver vinto le selezioni al “Trofeo Regionale del Veneto”. Le semifinali del concorso si svolgono al Teatro Tardini di Parma, con la partecipazione in tutto di 36 complessi musicali; I 5 del Teschio eseguono 29 Settembre e Speranza, firmata dalla coppia Norma-Chiesa, performance quest’ultima piuttosto coraggiosa, per una difficile esecuzione “a cappella” con l’accompagnamento della sola chitarra acustica. Si qualificano così per la finale al Teatro Cantero di Chiavari ma il successo è solo sfiorato, visto che si classificano al secondo posto, dietro solo ai bergamaschi Franco e I Monaci.

Il palcoscenico è tra i più interessanti del momento e vengono notati dai discografici dell’importante etichetta Ariston Records di Milano che li mette sotto contratto ed impone loro il cambio di nome. Diventano così The Hippies, nome ritenuto più adatto al periodo, sull’onda del dilagante Flower Power importato dagli USA, ed anche perché sembra che il nome ‘teschio’ non venisse più accettato nei concorsi musicali.