Lavori in Corso

on 20 Maggio 2021 in Gruppi, La Mattonatta

La Mattonella: Gruppi
Informazioni inviate da: Roberto Lanzotti

Nella foto di gruppo, da destra:

  • Roberto detto “el basso” (bassista)
  • Renato “ciro” (solista)
  • Lelli (cantante)
  • Claudio (batterista)
  • Baraldo (tecnico del suono)
  • Claudio (accompagnamento)

Foto del 1973 stavamo suonando ad un matrimonio.

Il Primo Concerto In Discoteca

on 20 Maggio 2021 in La Mattonatta, Ricordi

La Mattonella: Ricordi
Informazioni inviate da: ?

Ero piccolo, oltre ogni aspettativa, erano gli anni dei concerti “pomeriggio e sera” ed ogni giorno, partivamo da Lido di Camaiore direzione Viareggio, a piedi, perché non avevamo l’età nemmeno per il motorino.

Il Piper, Il Piper 2000 di Viareggio.

Non sapevamo bene chi ci fosse, ma tutti quei ragazzi più grandi di noi, tutte quelle ragazze agghindate come vedevamo solo nella nostra fantasia erano un richiamo irresistibile. Erano belli i ragazze che andavano al Piper.

Il Primo Concerto In Discoteca

Un agosto caldissimo, alle 15, un paio di km da fare a piedi, vestiti con i pantaloni e la camicia buoni, si, perché noi eravamo bagnanti che venivano dalla provincia e non avevamo un gran guardaroba. Pantaloni a zampa di cotone grezzo e camicia aragosta con fiori color burro.

Ma non c’era niente da fare, la cassiera ci respingeva sempre, “troppo piccoli, fate spazio che le persone devono entrare”. Bionda, con i capelli ricci a scopa. La jena, così la aveva soprannominata il mio amico Carlo, non si entrava mai.

Fino a quel 12 di agosto, eh si, perché certe date non ti passano più. Sempre la fila, per arrivare alla porta d’ingresso, che era l’ultimo zero di una insegna enorme Piper 2000.

“Perché non li fai entrare” , disse quel signore con i capelli cotonati, argentati, abbronzato e inguainato in una camicia dal collo alto rosso fuoco, sbottonata fino al terzo bottone.

“Bambini, potete entrare se trovate due maggiorenni che garantiscono per voi”. Nella disperazione eccitata da una irripetibile occasione mi voltai e vidi questa ragazza, erano in tre le ragazze che avevano sentito tutto “Li facciamo entrare noi” disse quella mora con i capelli corti, io avevo il cuore in gola e le 1500 lire così strette nel mio pugno sudato, perfettamente irrigidito fra paura e emozione.

Lasciai le 1500 lire sul piatto di ottone guardando quel signore come un bambino cerca il sole dopo una notte d’insonnia. Una prima tenda, che le ragazze ci tennero scostata, tre passi in un passaggio stretto e corto ed un’altra tenda da scostare, Il Piper.

Sul doppio volume eravamo affacciati sulla pista di fronte al palco e alle spalle avevamo il bar. Fummo ammoniti. Non andate in giro, state qui, vedrete tutto e non vi succederà niente.

Poi con il biglietto ci presero le bibite. Io ero perso, mai avrei pensato di vivere quelle emozioni. Intanto il locale si riempiva, anche alle nostre spalle, sempre di più.

Il DJ Gianni Naso, incastonato sotto il palco, in una specie di navicella spaziale, iniziò a fare ballare i ragazzi, in due tre canzoni il Piper ed il suo ventre erano pieni, fino al punto che dovevo tenere i piedi a paperella per poter restare in posizione al muretto.

Le luci colorate, la musica straniera, i ragazzi jeans e camicia, le ragazze vagamente hippy, un delirio meraviglioso che si avviava lentamente al suo apice.

“Ciao Sono Eddy Ponti” il presentatore del Piper, arrivò anticipato dalle luci che improvvisamente divennero quelle fisse, bianche di posizione, distinguevo solo teste, non c’era più il pavimento.

Poi Eddy Ponti invitò tutti al silenzio, vestiva un kaftano a righe verticali, i capelli lunghi raccolti in una coda e le ciabattine. Lui era un Hippy vero. Chiese un applauso al suo tre, perché disse che eravamo in collegamento diretto con Radio Montecarlo. Al suo tre esplose il Piper, e si spensero le luci, al buio vedevo le spie rosse degli amplificatori e le parti cromate della batteria.

Non ci crederete, ma il cuore mi usciva dal petto. Nessun boato avevo sentito fino a quando la band attaccò Soul Finger e una voce fuori campo gridò fra l’istituzionale e lo sfacciato “Signore e signori, a voi, Mal”.

The Wild Angels – I Provos

on 7 Ottobre 2020 in Gruppi, La Mattonatta

La Mattonella: Gruppi
Informazioni inviate da: Valeriano Calderini Fidenza – Parma

Il gruppo The Wild Angels nasce nel 1965 dall’intuizione di Valeriano Calderini e Antonio Zucchi.
Dopo un anno di prove escono finalmente per le esibizioni in pubblico nel 1966.

La formazione vede schierati: Angelo Porcari chitarra solista e canto, alla batteria e canto Arturo Ballotta, chitarra basso e canto Valeriano Calderini, chitarra ritmica e voce solista Antonio Zucchi, tastiere fisarmonica e canto Giovanni Canalella.

Il gruppo si esibisce per un anno fino alla nuova formazione quando alla batteria arriva Carlo Binelli. Si decide così di cambiare anche il nome diventando I Provos.
In un secondo tempo la band si arricchisce con l’arrivo di Mauro Giordani con la tromba, vengono così perfezionati i pezzi di rhytm and blues.

Il gruppo così formato suona sino al 1970.

PIACEVOLE INCONTRO

on 15 Novembre 2019 in Gruppi, La Mattonatta

La Mattonella: Gruppi
Informazioni inviate da: Francesco Gentile

Il complesso Piacevole Incontro si forma a Trieste verso la fine del 1972. Francesco (Franco) Gentile (chitarra) e Giorgio Barbariol (batteria) provenienti da precedenti esperienze musicali, l’ultima per entrambi nel complesso dei Dandies e Sergio Gianneo (basso) proveniente dal complesso dei Mods, decidono di formare il nuovo gruppo. A quel punto bisognava trovare un tastierista e dopo una breve ricerca arriva a far parte del nuovo gruppo Ennio De Marin reduce da precedente esperienza nel complesso Nuove Sensazioni.
Dopo un certo periodo di prove e preparazione del repertorio il Piacevole Incontro inizia suonando al Circolo Aquila per le feste di Carnevale, poi alla birreria Dreher per la Lega Nazionale per poi venire ingaggiati dal Direttore dell’Associazione Commercianti Lionello Durissini per le due classiche feste: MiniCom e MaxiCom all’Ippodromo di Montebello. Però per Ennio sopravvengono altri progetti e dopo poco lascia il gruppo.

Segue un periodo di stasi per la ricerca di un sostituto che arriva con Paolo Scherbi, vecchia conoscenza delle “vasche” in acquedotto (tradotto in passeggiate su e giù per il viale XX Settembre consuetudine che all’epoca accomunava tutta la gioventù triestina) con il ritrovo e la permanenza fissa dei musicisti presso il bar, caffè Latteria Svizzera. Il padre di Paolo aveva un negozio di fotografo a pochi metri dalla Latteria Svizzera. In precedenza, siamo nel lontano 1968, Paolo veniva a trovare Franco sempre in viale XX Settembre, al Wisky Go Go, dove Franco suonava con un gruppo. Di regola in tale locale durante le prove c’era spesso un andirivieni di musicisti e amici con la partecipazione a delle jam session e Paolo in più occasioni si metteva alla tastiera intonando “L’amore è blu” e qualche pezzo di Bacharach.
Con l’arrivo di Paolo si riprende nuovamente la preparazione del repertorio per poi affidarsi alla Agenzia Teatrale di Filippo Casale, con il quale arrivano i contratti ed il gruppo inizia la propria attività musicale suonando in diverse feste e locali.

All’inizio dell’estate ci fù anche una importante offerta di lavoro da parte di Aldo Policardi, gestore di quel famoso negozio di strumenti musicali in via 9 giugno a Monfalcone frequentato un po’ da tutti i suonatori triestini. Fu proprio Policardi, che assisteva il complesso durante i vari servizi facendo provare e fornendo talvolta la strumentazione, a proporre al gruppo di imbarcarsi sulle navi da crociera, in quanto c’era richiesta di complessi musicali. Purtroppo ognuno aveva il proprio lavoro e nessuno se la sentì di aderire a quell’allettante offerta.
Nel frattempo il Piacevole Incontro preparò e fece una registrazione di tre pezzi musicali alla sede Rai di Trieste, brani che all’epoca poi venivano messi in onda periodicamente. Di tale evento si conserva la registrazione.
In autunno si suona al Bowling di Gorizia per poi continuare al Sans Souci di Grado, al Dancing Lucky Club di Ronchi dei Legionari e finire l’anno con il veglione all’Hotel Astoria di Udine.
All’inizio del 1974 si suona per un periodo alla Caravella di Sistiana e poi nuovamente al circolo Aquila.

Nell’aprile del 1974 causa un problema di salute, Franco è costretto ad un ricovero in ospedale con delle complicazioni che costringono il gruppo a fermarsi. Saltano diversi servizi già programmati. Sergio a quel punto trova un nuovo gruppo con cui suonare. Le prospettive di continuare l’attività non sono delle più rosee visto che il problema di salute di Franco lo costringe a fermarsi per diversi mesi. Sorgono dei problemi con gli investimenti fatti per l’acquisto di strumenti ed anche di un furgone per il trasporto degli stessi. Ci sono delle scadenze di pagamento a cui il gruppo si vede costretto a far fronte senza un corrispettivo introito da attività musicale. A quel punto, sebbene a malincuore Giorgio e Paolo si vedono costretti dalle circostanze a decidere di smettere l’attività musicale del Piacevole Incontro ed il gruppo si scioglie.

I REALI

on 15 Novembre 2019 in Gruppi, La Mattonatta

La Mattonella: Gruppi
Informazioni inviate da: Francesco Gentile

Il gruppo i Reali sorge e si forma tra i compagni della classe 1° Ragioneria dell’Istituto Gian Rinaldo Carli di Trieste. Il nome del gruppo nasce da una simpatica combinazione creata dalla sequenza dei nomi dei componenti presenti sulla pelle della grancassa. Da non confondere assolutamente con il già esistente gruppo “Paolo ed i Reali”, ben più titolato ed affermato. Tutti appassionati di musica, incominciano nel 1964 a riunirsi a casa di Fabio, il bassista. I genitori avevano una villa a Barcola (TS) e lì incominciò la loro avventura musicale. Non si nascondono le difficoltà dell’inizio. Non tutti i genitori erano d’accordo, anche perché vedevano nella formazione del complesso un qualcosa che avrebbe distolto i ragazzi dallo studio. Inoltre altro punto dolente era il procurarsi degli strumenti. A quell’età se l’acquisto del singolo strumento non era sponsorizzato dai genitori, si incontravano delle serie difficoltà.

In special modo, Sergio il batterista per i primi tempi aveva tutto in prestito e per tutto si intende solamente: charleston, rullante e cassa. Poi con il contributo degli altri si riuscì a completare il set ed avere una batteria completa. Il gruppo agli inizi era composto da Fabio CHERSICLA al basso, Franco GENTILE alla chitarra, Sergio FACHIN alla batteria e Giancarlo FILIPPA al canto. All’epoca i gruppi si formavano con la classica formazione che includeva due chitarre, di solito una solista ed una ritmica. Alla seconda chitarra dei Reali si alternarono in diversi per poi alla fine entrare nel gruppo Claudio CLARI che con la sua vena rockettara portò una sferzata di vitalità al gruppo fino a quel momento orientato prevalentemente sul genere melodico. Agli inizi, dopo aver fatto un po’ di “cantina” ed aver preparato un repertorio, era giunto finalmente il momento di esibirsi e trovare i primi servizi.Per questo non ci furono difficoltà, in quegli anni i gruppi sorgevano come funghi, ma c’era posto per tutti. Quando ci riunivamo, Il posto in cui provavamo era molto frequentato, amici, suonatori di altri gruppi per una jam session o talvolta per offrici una suonata in sostituzione perché loro impegnati in un altro posto. In quegli anni non c’era rivalità, c’era una sana amicizia e collaborazione come esiste tra gli adolescenti. Purtroppo ciò non continua andando avanti con gli anni. Tutto il bello e sincero che può esserci in un rapporto tra orchestrali, purtroppo da adulti spesso si trasforma e si guasta diventando oggetto di critiche e sputtanamento.

Riguardo alle prove mi viene in mente un simpatico aneddoto: le volte che nel posto dove provavamo venivano ad ascoltarci i vari organizzatori che ci avrebbero poi dato quei pochi servizi che abbiamo fatto, Fabio, il bassista, particolarmente timido ed ansioso, man mano che ci esibivamo si spostava e spariva dietro una colonna ed un armadio, facendoci sorridere e pensando a quale colonna, paravento o qualsivoglia ammennicolo avrebbe trovato al momento di trovarsi in pubblico. Situazioni proprio di appartenenza alla repubblica dei cacasotto. Poche furono le esibizioni in pubblico del gruppo anche per la ragione che, causa la rigidità dei genitori di Sergio, a questi gli veniva impedita l’uscita serale e pertanto il gruppo potè esibirsi solamente nel pomeridiano. Ricordo qualche pomeriggio danzante nella sala Rouge et Noir dell’Hotel  Savoia Excelsior a Trieste, una esibizione alla Birreria Dreher sempre a Trieste, qualche festa studentesca ed un ultimo di carnevale in un locale del rione triestino di Servola, dove successe il casino che contribuì allo scioglimento del gruppo.

Suonammo il pomeriggio della domenica precedente il martedì grasso e poi la mazzata da parte dei genitori di Sergio, che ritornati sui loro passi, gli proibirono l’uscita serale per l’ultimo di carnevale. Per non incorrere nelle ire del proprietario che si ritrovava senza musica, come dei ladri andammo al mattino, senza farci notare, quatti quatti a riprenderci gli strumenti. Brutta avventura alla quale è seguito un periodo di stasi, preludio di dissapori e contrasti ed alla conseguente fine del gruppo. Claudio continuò a suonare. Franco e Giancarlo ripresero anni dopo con il gruppo dei Dandies. Per Sergio e Fabio fu solo una parentesi e lì finì la loro avventura musicale. La strumentazione all’epoca era una batteria Hollywood Meazzi un po’ arrangiata,  basso Eko, chitarre Framus ed Eko, amplificatori Binson e Steelphon ed impianto voce Factotum Meazzi.

THE DANDIES

on 15 Novembre 2019 in Gruppi, La Mattonatta

La Mattonella: Gruppi
Informazioni inviate da: Francesco Gentile

Anche a Trieste si esibisce un complesso col nome The Dandies. Nasce nel 1967 e i primi componenti sono Giorgio Barbariol, ex Solitari, alla batteria e canto, Mario Posa al basso e canto, un certo Arturo alla chitarra solista, e due ex Dragsters: Roby Mazzaroli alla ritmica e canto, Gianni Camozzi alle tastiere e canto.
Il nome The Dandies viene scelto per il lavoro che faceva il batterista in un negozio di abbigliamento. Per le esibizioni infatti adottano sempre un abbigliamento elegante a seconda del luogo dello spettacolo e si affidano all’impresario triestino F. Barazzetti.
E’ da segnalare però un drastico cambiamento avvenuto già nel corso del 1967 che vede rimanere solo Giorgio Barbariol della formazione originale. Al suo fianco ora ci sono Furio Giorgi, ex Totem, alla chitarra ritmica, tastiera e canto, Giulio Bartulovich alla chitarra solista, tastiere e canto, Oriano Anselmo alla chitarra basso, e Aureliano Redivo cantante solista.

Le loro esibizioni avvengono soprattutto in Friuli-Venezia Giulia accompagnando talvolta anche cantanti nazionali. Ricordiamo Alla Pineta (Barcola, TS), Grand Hotel de la Ville (TS), Hotel Savoia Excelsior (TS), Hotel Jolly (TS), Gran Bar Ariston (TS), Circolo Marina Mercantile (TS), Taverna Aurora (Forni di Sopra, UD), Velodromo Bottecchia (PN), Hotel Villa Ottoboni (PN), Hotel Miramonti (Cortina d’Ampezzo, BL) e un locale di Caorle (VE). A Cortina d’Ampezzo sono anche attesi per uno spettacolo televisivo con Daniele Piombi e Didi Balboni. Durante il tragitto però sono vittime di un incidente stradale con gravi danni ad una loro auto e vengono quindi scortati dalla polizia fino a destinazione.
Utilizzano chitarre Eko e basso Vox con ampli Meazzi 666, batteria Hollywood, impianto voci Meazzi con amplificazione Steelphon poi cambiato con un Binson e successivamente con un Montarbo. Tutto il materiale acquistato con gli introiti delle serate e anche un po’ di risparmi personali.

Partecipano anche a diverse manifestazioni importanti come la presentazione di nuovi modelli Ferrari e Maserati o sfilate di moda con elezioni di ‘Miss’. Per gli spostamenti utilizzano il furgoncino del papà di uno di loro e auto proprie.
Nel 1969 il cantante solista Aureliano Redivo esce dal gruppo.
Nel 1970 Oriano Anselmo rimasto l’unico componente del gruppo causa problemi degli altri componenti legati al lavoro ed il servizio militare, rinnova la formazione con Janko Canciani alla batteria, Gentile Francesco alla chitarra, Filippa Giancarlo al canto, Egidio Hribar alle tastiere, sostituito nel 1971 da Renzo Ferluga (detto Manfred Man) e poi successivamente da Franco Maraston.

Il gruppo in funzione dei nuovi arrivati, in special modo del chitarrista Francesco, cambia impostazione musicale orientandosi sugli standard del jazz e latini/sudamericani.. Tramite l’impresario Barazzetti i Dandies fanno da sottofondo a sfilate di moda in Friuli e nel Veneto accompagnando anche le esibizioni di Giorgio Gaber, Jimmy Fontana e Didi Balboni e per carnevale suonano alla birreria Dreher ed alla Stazione Marittima per il Ballo del Commercio, rispettivamente MiniCom e MaxiCom.
Nel 1972 il gruppo cambia nuovamente la formazione con Giorgio Meneto che sostituisce Francesco, che abbandona il gruppo insieme a Giancarlo e rientra Giorgio Barbariol alla batteria al posto di Janko.

I BLUE MOON BAND

on 15 Novembre 2019 in Gruppi, La Mattonatta

La Mattonella: Gruppi
Informazioni inviate da: Francesco Gentile

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Il complesso Blue Moon Band si forma a Trieste nel marzo del 1983. Ad otto anni di distanza dallo scioglimento del complesso Piacevole Incontro, Francesco (Franco) Gentile (chitarra), Giorgio Barbariol (batteria) e Sergio Gianneo (basso) decidono di riprendere l’attività.
Come al solito il problema è trovare un tastierista e mentre il gruppo inizia la preparazione del repertorio, in sala prove si avvicendano diversi elementi provenienti da altre formazioni musicali. Il reperimento non è dei più facili, anche perché i tre elementi del Piacevole Incontro si ritrovano con un repertorio già consolidato dalla precedente attività, che spazia nei più svariati generi musicali e l’integrazione di un nuovo elemento non è cosa semplice.

Una sera va a trovarli in sala prove l’amico Livio Pistacchio, ex cantante del complesso I Coralli. Dilettandosi con le tastiere prova suonare qualche pezzo del repertorio, ma il punto forte di Livio è il canto dove è risaputa la sua eccellenza. Lui si dice disposto ad imparare il repertorio e che sarebbe ben felice di unirsi al gruppo.
A quel punto si decide di tentare e si inizia un periodo di prove dove Livio si dedica con passione e studio e pian piano i risultati cominciano a vedersi.
La prima serata in pubblico è al bagno del Dopolavoro ferroviario dove la BMB inizia a suonare tutti i sabati da luglio a settembre. In tal maniera la Blue Moon Band inizia con un discreto successo la sua attività nell’ambito cittadino.

In seguito trova una solida conferma dall’Hotel Lido dove suona alle feste del gruppo della Margherita, nei veglioni di fine d’anno sempre al Lido, alla Lega Nazionale di Muggia ed all’aperto per il Carnevale Muggesano ed in diverse feste organizzate dal DLF di Aurisina.
Inizia anche una collaborazione con Radio Quattro con la manifestazione di Trieste Estate presentata da Alex Bini, a cui segue Trieste Hurrah all’Ippodromo, diverse serate accompagnando Pilade, la festa del Rotary Club al Jolly Hotel, serate della Canzone triestina con il presentatore Fulvio Marion. Al veglione di fine carnevale del 1985, dopo aver suonato nella sala “Piccola Fenice” del Circolo Grandi Motori, si ha la definitiva conferma che Livio non nutre più quell’entusiasmo che lo aveva portato ad impegnarsi alle tastiere e raggiungere quel discreto livello di preparazione, che integrato nel gruppo era stato negli anni oggetto di soddisfazioni e di attestati da parte sia del pubblico che dei titolari delle strutture che fornivano al gruppo la possibilità di esibirsi. Proprio quando la Blue Moon Band aveva trovato quell’insieme collaudato di sinergia musicale che le aveva permesso di affermarsi ed avere i meritati consensi, inevitabilmente sorsero i primi contrasti e si giunge ad un punto di rottura, con l’uscita di Livio dal gruppo.

A quel punto si ripresenta il primitivo problema di trovare un tastierista e si ritorna alla ricerca dello stesso. Si riesce in qualche modo a sopperire ad impegni già assunti con elementi presi in prestito e con l’ingresso nel gruppo del sassofonista e clarinettista Bartolomeo Gianneo, fratello di Sergio.
Però la situazione non è delle più rosee ed anche Giorgio si dice stanco e non più motivato ed abbandona il complesso.
La fortuna fa’ sì che però si trovino degli ex professionisti a cui era tornata la voglia di suonare e pertanto con il batterista Danilo a cui si aggiunge alle tastiere Adriano, la Blue Moon Band continua la sua attività ed i posti ed i luoghi in cui suonare non mancano. Diverse feste e sagre ed a fine anno si ritorna a suonare all’Hotel Lido di Muggia
Siamo nel 1988, però anche per Franco qualcosa inizia a rompersi. La passione e quel senso di aggregazione che aveva unito il gruppo non esiste più. Viene a mancare il legame di amicizia che insieme alla comune passione per la musica aveva permesso di creare un quartetto piacevolmente unito e con tanto entusiasmo.

In definitiva ormai si era solamente alla ricerca del mero guadagno e Franco non si ritrova più in quel semplice gruppo di lavoro, non sposandosi con il primitivo ideale per il quale era nata quella formazione e cioè lo stare bene insieme, coniugando quel trasporto, interesse, entusiasmo, emozione che magicamente si creano attraverso quelle semplici sette note.
Quello che in sinergia con i compagni dell’avventura musicale iniziata anni prima si identificava in amicizia, divertimento, passione musicale.
Per le suddette ragioni Franco abbandona il gruppo ed a quel punto nonostante un tentativo da parte di Sergio di continuare ugualmente, la Blue Moon Band dopo poco cessa di esistere.

Tropicana Club

on 16 Settembre 2019 in La Mattonatta, Locali

La Mattonella: Locale
Informazioni inviate da: Ricky Scandiani da Ferrara

“Quando ballai il twist insieme a Rita Pavone”

Il Tropicana era l’appuntamento fisso per quel folto gruppo di ragazzini, allora ancora rigorosamente minorenni, che costituivano la mitica compagnia del Bagno Moderno.
Una sera sì e una no erano al botteghino: poche centinaia di lire gli uomini e gratis le fanciulle, e via con hully gully, twist, surf dei Franco e i Misters.

Il maestro Ugo Orsatti, coi suoi baffoni a manubrio e la sigaretta che faceva corpo unico con tre centimetri di cenere tubolare, ci faceva lo sconto e si spalancavano le porte del dancing. Anche a me che ero piccolo e al seguito di mia sorella.
Per i nomi importanti degli anni ’60 niente sconto al Tropicana Club, dove sono passati Gino Paoli, la Vanoni, Little Tony, Walter Chiari, le gemelle Kessler.

Nella torrida estate del 1964 si aspettava il fenomeno popolare della musica italiana: Rita Pavone. Il successo di “Pel di Carota” era al top. A me la Pavone piaceva proprio, se non altro perché si circondava di un gruppo giovane, i Collettoni.

Adoravo il twist al punto che un anno prima, cimentandomi in coppia con mia sorella, vincemmo una gara sulla pista del Tropicana. Mi premiarono con un vassoio di cioccolatini…

Poi la fatidica sera, “signore e signori è qui con noi l’insuperabile Rita Pavone”.
In un tenue ondeggiare tra sonno e veglia io, bambino, riuscivo a malapena a udire qualche verso de “La partita di pallone”, il riff del “Cucuzzolo della montagna”, per poi riassopirmi sulle note di “Come te non c’è nessuno”. Quand’ecco che Rita scese dal palco e intonando le note di “Amore twist” invitò il pubblico a ballare.

Sentii la voce di mio padre, un cinquantenne innamorato di Ferrara, abbandonata per andare a vivere a Milano, che sbottava “eccoli lì…i frarìs…tant ciàcar, po’ quand l’è al mument…”.

E rivolgendosi a me: “Dài, Ricky, non vedi che non si fa sotto nessuno? Vai tu a ballare con la Pavone”.

Più di là che di qua non diedi peso alla richiesta, ma udito un secondo suo tentativo azzardai timidamente un “…pa..pà… ho son…no” quando avvertii la sua tenace presa avvolgermi un braccio e in un nanosecondo mi sentii lanciare verso il centro della pista.

Fu un attimo, le luci della sala spalancarono quegli occhi assonnati, mentre centinaia di altri occhi puntavano diretti su quel tenero pulcino dall’improbabile mise giacca e pantaloni corti che, come risvegliandosi dal bacio della sua principessa rosa, percepì una voce intonare “…girando delusa per la città ho visto ballare il twist…” conoscendo fin troppo bene che il verso seguente avrebbe recitato “…e tutt’a un tratto mi son messo a ballar…”. E così fu, di colpo, senza nemmeno rendermene conto, magia del twist, tutto a un tratto mi sono messo a ballare, lì, con Rita Pavone.

I KIWI

on 16 Settembre 2019 in Gruppi, La Mattonatta

La Mattonella: Gruppi
Informazioni inviate da: Floriano Nunzi

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Anche se la data ufficiale delle esibizioni in pubblico è il 1972, in realtà i “KIWI” si sono formati nel 1969. Fabrizio (Fabi) Cricco – voce – (1955) Stefano Festa -tastire – (1955), Giuseppe Arciulu – voce e chitarra solista(1957), Walter Miselli – batteria – (1954) e Floriano Nunzi – basso e flauto (che sono io e sono del 1956), sono 4 amici che abitano nella stessa strada, a Pordenone e che, appassionati di musica e prendendo gli strumenti a noleggio, si ritrovano tutti i giorni a suonare nella cantina di Stefano.

All’inizio, come ovvio, i risultati non sono proprio entusiasmanti ma poi, giorno dopo giorno e con una volontà di ferro, iniziano a dare un preciso indirizzo alla propria passione. Il riferimento di fondo è la musica rock e i propri idoli, principalmente, 2 Band che hanno contribuito a dare lustro alla storia della musica: Deep Purple e Huriah Heep. Passione e allenamento, allenamento e passione, a capodanno del 1972 arriva la svolta: grazie al forfait di un famoso gruppo della zona che non può partecipare al cenone di San Silvestro al CRAL di Frisanco, l’organizzatore ci chiama e noi, ovviamente ci rendiamo disponibili.

Nonostante il repertorio sia abbastanza ristretto, se pur convocati all’ultimo momento, la serata si dimostra un piccolo trionfo. Il pubblico e gli organizzatori, complici anche i brani “fortissimamente rock” che abbiamo in programma, restano entusiasti. Da quella esibizione le serate nei vari locali, si intensificano e noi cominciamo a diventare sempre più conosciuti. Maniago, Pordenone, Porcia, Francenigo, Gaiarine, Montereale Valcellina, Aviano, Caneva, Sacile, Roveredo in Piano, Claut, Marsure e in tutti i locali della bassa come della pedemontana pordenonese, la nostra musica è sempre più di casa. Giorno dopo giorno, mese dopo mese, il nostro livello musicale migliora e cominciamo ad essere richiesti anche per concerti nelle piazze ed importanti motoraduni (Villanova di San Daniele e altri). Mille e mille i ricordi e infinite le storie. Tra le tante, quella che ci ha legato per 2 intere stagioni al “Dancing Montecarlo” di Pasiano di Pordenone. Erano gli anni dell’ “AUSTERITY”  e le automobili, alla domenica, non potevano muoversi . Noi, per poter essere comunque presenti puntualmente ai nostri concerti di tutti i fine settimana (sabato sera e domenica pomeriggio), avevamo deciso di arrivare a Pasiano con la corriera il sabato pomeriggio. Facevamo le prove, suonavamo fino a mezzanotte, salutavamo il pubblico (a cui davamo appuntamento per il giorno dopo) e poi, finalmente, sgombrato il palco dagli strumenti, ci infilavamo nei sacchi a pelo e dormivamo lì. FANTASTICO!! Tanto più che, il fatto di suonare per mesi e mesi nello stesso locale ci faceva entrare proprio dentro la vita delle tantissime persone che venivano ad ascoltarci. E questa è solo una delle tante storie che mi vengono in mente. Sono sicuro che se la vostra radio e la splendida rubrica (la mattonella) a cui la nostra storia si rivolge, ci darà la possibilità di re-incontrare virtualmente i giovani di Pasiano (e zone limitrofe) dell’epoca, così da poter condividere tanti altri ricordi e storie appassionate.